9 – MARGHERITA GUIDACCI (Firenze, 1921 – Roma, 1992)

L’albero occidentale

Tratto da Paglia e polvere
Data della prima pubblicazione: 1955

Poiché ero l’albero più occidentale del giardino
per ultimo mi scuotevo di dosso la fredda rugiada.
Nebbia e noia via dai miei rami lentamente strisciavano
e nessuno al mio risveglio applaudiva,
5 ché i miei compagni erano da tempo gloriosi nella luce.

Ma la sera su me emigravano gli uccelli
che l’ombra sgomentava da ogni altro verde asilo;
lungo e dolce da me s’alzava il canto;
avidi gli occhi degli uomini mi fissavano, mentre
10 ero avvolto dal sole nell’amoroso addio
e brillavo come una torcia sul mondo spento.

M. Guidacci, Le poesie, Le Lettere, Firenze 2020

UNA PAROLA PER TE

UNA PAROLA PER TE

ADDIO Un’interiezione di saluto (“A Dio!”, inteso come raccomandazione di buona sorte) si è trasformata in sostantivo per indicare un distacco che tutti noi avvertiamo come definitivo: in questo senso ritroviamo il termine nella poesia di Guidacci, quasi che l’albero pensi che il commiato del sole e l’arrivo della notte siano definitivi.