12 – STEFANO BENNI (Bologna, 1947) Attesa 2011 Tratto da Le Beatrici Data: (Una donna seduta, al buio. Si rivolge al pubblico.) Che ore sono? Non voglio saperlo. Le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. La loro misura non è quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte, a spasmi e inciampi. Il tempo dell’ ti circonda, ti avvolge interminabile. È come navigare in un mare di cui non si vede la fine. Chi sto aspettando? Che importanza ha? Un amante, un marito, un figlio, una figlia o… un medico con un verdetto, un assassino col coltello, forse uno sconosciuto. L’importante è che io ora vivo in questa parte dell’universo, nel pianeta dell’attesa, separato e diverso dal pianeta di chi non aspetta nulla e nessuno. E la mia ansia, il mio cuore, i miei pensieri impazziti non si calmeranno finché non sentiranno una voce in strada… e i passi salire le scale, e una mano aprire la porta e… E lo vedrò. Sul suo volto un sorriso, o un faticoso ghigno di scampato, ferito ma vivo, o iroso e indifferente, ma potrò andargli incontro e avere cura di lui e avere pace. No, non è vero. Non esiste pace per noi. Esiste un tempo sospeso, talvolta felice, tra due attese. Tutti aspettano nella vita, è vero. Ma ci sono persone, soprattutto noi donne… che non fanno altro che aspettare. Ogni ora e ogni giorno. Perché accettare la responsabilità, l’amore, l’affetto, l’attenzione, la solidarietà vuol dire fare parte di questa schiera dannata. Quelle e quelli che stanno alla finestra nella notte, il ridicolo dolce esercito di quelli che aspettano. Aspettiamo senza riuscire a pensare ad altro, spesso senza cercar rifugio in un libro o in una musica. Ogni squillo di telefono ci fa tremare il cuore, ogni voce vicina ci inquieta: ed è un nuovo dolore, non è questa la voce, non è questo il volto che aspettavamo. E odiamo chi non è colui o colei che aspettavamo. C’è follia in questo? Sì, c’è, spesso. Si può aspettare qualcuno che ha bisogno di noi o che noi crediamo abbia bisogno di noi, oppure di cui in fondo abbiamo bisogno. Noi crediamo, sì. La nostra è una fede che conosce una sola preghiera, un solo tocco di campana. Vieni… ritorna… 5 attesa 10 15 20 25 30 pagina 438 UNA PAROLA PER TE