Poiché è Emòne l’innamorato, il coro sembra commentare in questa direzione le sue parole (e infatti suo padre, Creònte, lo definisce folle). Tuttavia, se rileggiamo l’episodio, ci accorgiamo che un’espressione del coro ritorna nelle parole di Emòne: secondo lui è il padre a essere diventato ingiusto e a sragionare (se a te sembra che io ora agisca da folle, questa follia la devo, forse, ad un folle, Secondo episodio, rr. 61-62). Quindi, se a una lettura superficiale potrebbe sembrare che il coro commenti negativamente il comportamento e le parole del giovane, a guardare bene ci si accorge che esso mette in cattiva luce anche ciò che dice Creònte. Questo è tanto più interessante perché il coro, per bocca del corifeo, ovvero il leader dell’antico coro greco, aveva già dialogato proprio con il re prima dello stasimo (Secondo episodio, vv. 92-93, 136-143) cercando di ridimensionare la sua furia.