Perch’i’ no spero di tornar giammai
Data: XIII secolo
Perch’i’ no spero di tornar giammai,
ballatetta,1 in Toscana,
va’ tu, leggera e piana,
dritt’a la donna mia,
5 che per sua cortesia
ti farà molto onore.
Tu porterai novelle di sospiri,
piene di dogli’ e di molta paura;
ma guarda che persona non ti miri
10 che sia nemica di gentil natura:
ché certo per la mia disaventura
tu saresti contesa,
tanto da lei ripresa,
che mi sarebbe angoscia;
15 dopo la morte, poscia,2
pianto e novel dolore.
Tu senti, ballatetta, che la morte
mi stringe sì, che vita m’abbandona;
e senti come ‘l cor si sbatte forte
20 per quel che ciascun spirito ragiona.
Tanto è distrutta già la mia persona,
ch’i’ non posso soffrire:
se tu mi vuoi servire
mena l’anima teco,3
25 (molto di ciò ti preco)
quando uscirà del core.
Deh, ballatetta mia, a la tu’ amistate4
quest’anima che trema raccomando:
1. ballatetta: ballata (vezzeggiativo).
2. poscia: poi.
3. teco: con te.
4. amistate: amicizia.