Da un eterno esilio
Tratto da Vocativo
Data della prima pubblicazione: 1957
Da un eterno esilio
eternamente ritorno
e coi giorni mi volgo e mi confondo,
vado, da me sempre più lontano,
5 divelto per erbe prati e tempi
d’ottobre
e silenzi confidati agli orecchi
da stelle e monti.
A. Zanzotto, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 2011
È tutto chiaro?
Che cosa significa “confidare un silenzio” (v. 7)?
Osserva la costruzione sintattica di questa poesia: ti sembra che grammaticalmente tutto sia ben collegato? Che effetto ne deriva?
Che ruolo ha la natura in questo eterno ritornare?