2 – OMERO (VIII secolo a.C.) La contesa tra Achille e Agaménnone ( ), libro I, vv. 1-246 Tratto da Iliade Iliás Canta, Musa, l’ira di Achille Pelíde, l’ira sciagurata che lutti innumerevoli impose agli Achèi precipitando alla casa dei morti molte anime forti di eroi e facendo dei loro corpi la preda di cani, il banchetto di rapaci: si attuava il piano di Zeus da quando, scontratisi, si separarono l’Atríde capo di genti e Achille divino. Quale dio li spinse a scendere in lotta? Il figlio di Latòna e di Zeus che sdegnatosi con il comandante supremo seminò fra i soldati un morbo maligno e la gente moriva dopo che il figlio di Atréo offese Crise, il sacerdote venuto alle navi degli Achèi per riscattare la figlia con doni infiniti. Reggeva in mano le bende di Apollo signore dell’arco intorno allo scettro dorato e supplicava gli Achèi, specialmente la coppia di Atrídi regolatori di eserciti: «Atrídi e voi altri, Achèi dalle forti gambiere, coloro che hanno casa in Olimpo vi concedano di abbattere la città di Príamo e di tornare incolumi in patria, ma liberatemi la figlia adorata e accettate il riscatto rispettando il figlio di Zeus, Apollo arciere!». Allora tutti gli Achèi acclamarono concordi di onorare il sacerdote e di accettare i magnifici doni, ma così non piaceva al cuore dell’Atríde Agaménnone. Lo congedava bruscamente pronunciando aspre parole: «Spera, vecchio, che io non ti colga alle concave navi oggi a sostare o domani a tornare: temo che non ti gioverebbero lo scettro e i nastri del dio. 5 1 10 2 15 3 20 25 Apollo. Agaménnone. i due figli di Atréo, cioè Agaménnone e Menelào. 1. Il figlio di Latòna e di Zeus: 2. figlio di Atréo: 3. coppia di Atrídi: