Inoltre, se consideriamo i maggiori esplosi nella seconda metà del Novecento in Ruanda, Nigeria, nei Balcani, in Asia, contrariamente a quanto pensano gli stessi protagonisti coinvolti, le ricerche etnografiche hanno mostrato che i gruppi in conflitto non sono affatto così radicalmente diversi, al contrario, sono molto simili: la maggior parte dei conflitti etnici si svolgono fra . Per Barth l’etnicità si manifesta soprattutto in in cui vengono stabilite le distinzioni etniche. Rifiutando di considerare le comunità umane come entità chiuse, delimitate da confini netti e definitivi, Barth ha mostrato come, in diverse aree del Medio Oriente, la nozione di gruppo etnico non possa essere separata da quella di , mobile, permeabile all’attraversamento e alla comunicazione. Se è vero che a livello di rappresentazione collettiva dei membri di un gruppo etnico l’appartenenza al gruppo è definita sulla base di criteri sostanziali (il parlare una certa lingua, il condividere certe usanze e così via), nella realtà essa dipende invece dalla in cui gli individui, a seconda delle situazioni, si trovano inseriti. Per questo l’identità deriva sempre da un’ : è un qualcosa che dipende da una relazione di scambio costante con gli altri. conflitti etnici gruppi vicini sul piano culturale, che vivono nello stesso territorio e parlano la stessa lingua situazioni di interazione confine etnico relativo rete di relazioni attività sociale F. Barth, p. 107 T2 Il gruppo e il confine etnico L’AUTORE – FREDRIK BARTH Fredrik Barth (1928-2016) nasce a Leipzig, in Germania. È stato un importante antropologo norvegese. Laureato all’università di Chicago in archeologia e paleoantropologia, partecipa a una spedizione archeologica in Iraq svolgendo parallelamente uno studio etnografico con la popolazione curda. Successivamente si trasferisce in Inghilterra, studiando prima alla e poi a Cambridge dove nel 1957 consegue il dottorato sotto la supervisione dell’antropologo Edmund Leach con un lavoro sull’organizzazione politica dei Swat Pathan del Pakistan nord-occidentale. Nel 1961 crea il Dipartimento di antropologia all’università di Bergen, in Norvegia, dove insegna fino al 1972 per poi trasferirsi a Oslo dove ottiene la cattedra di professore in antropologia e rimane fino alla sua morte. Nei suoi scritti critica i modelli struttural-funzionalisti dominanti dell’epoca, contribuendo a spostare il fulcro della ricerca verso l’individuo. La sua curiosità e predilezione per la ricerca sul campo lo hanno portato a svolgere ricerche etnografiche in Oman, Bali, Sudan, Nuova Guinea. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo (1969). Nasce a Leipzig, in Germania Consegue il dottorato all’università di Cambridge Crea il Dipartimento di antropologia all’università di Bergen Pubblica il saggio Si trasferisce a Oslo, dove insegna antropologia Muore a Oslo, in Norvegia London School of Economics I gruppi etnici e i loro confini 1928 1957 1961 1969 I gruppi etnici e i loro confini 1972 2016