4.3 L’UMANITÀ DEGLI ALTRI Oggi molti antropologi esortano a utilizzare con cautela il lessico dell’etnia, perché come ha efficacemente affermato la studiosa canadese (n. 1942), « ». Spesso l’etnicità non viene ritenuta una caratteristica generale attribuibile anche all’osservatore, ma è un epiteto utilizzato per marcare una differenza: “etnici”, come “nativi”, sono sempre gli “altri” da noi, quando in realtà lo siamo anche noi. L’uso del concetto di “etnia” riflette quindi la divisione netta istituita fra la società dell’osservatore, ritenuta “normale”, “generale” e “universale”, e i gruppi etnici: “etnici” sono sempre i gruppi e le culture che si discostano dalla norma della società e delle culture maggioritarie, quelli “differenti”, “esotici”, “in via di estinzione”. A questo proposito l’antropologo (1950-2017), che in Italia ha dato un notevole contributo all’analisi del concetto di , osserva che per i greci corrispondeva a una categoria politica contrapposta a quella di . Il termine aveva una connotazione individuante e positiva, invece si riferiva a un qualcosa di più fluido e con una connotazione in qualche modo . I greci infatti con indicavano la , mentre si riferiva ai (come i pastori) e ai “ ”. L’ designava un popolo dalle istituzioni “indistinte”, ossia non dotato di organi capaci di costruire e organizzare una vita sociopolitica. Questa si manterrà nella storia dell’Occidente sino all’età moderna. All’opposto dell’etnia, troviamo, dalla fine del Settecento, il concetto di “ ”, che, come ha ricordato il filosofo e antropologo inglese (1925-1995), si presenta come il correlato dell’esistenza di uno Stato con confini definiti, in cui le élite al potere dettano i principi ideologici dell’identità a cui sono tenuti a conformarsi coloro che abitano entro i confini di quel territorio, in cui sono “nati”: il termine “nazione” deriva infatti da , evidentemente entro uno stesso territorio. Nell’uso comune l’etnia assume quindi gradualmente le caratteristiche di una “ ” o di una nazione “diminuita”, “incompiuta”. Danielle Juteau l’etnicità è l’umanità degli altri Ugo Fabietti identità etnica éthnos pólis pólis éthnos peggiorativa pólis comunità omogenea per leggi e costumi éthnos greci non organizzati in villaggi barbari éthnos nozione difettiva del termine éthnos nazione Ernest Gellner natus nazione per difetto PER LO STUDIO Che cos’è l’etnia? Che cosa si intende con il termine “etnicizzazione”? Perché è necessario utilizzare con cautela i termini “etnico” ed “etnia”? Prova a riflettere sulla frequenza con cui hai sentito utilizzare il termine “etnia”. In quali contesti veniva utilizzato? Quali gruppi di persone venivano definiti come “etnia” e quali no? Tu utilizzi questa parola e che cosa intendi quando la usi? Confrontati con i tuoi compagni e le tue compagne e discutete insieme sul significato del termine. Che cosa avete imparato di nuovo in questa unità? 1. 2. 3. Per discutere INSIEME