Notando che lingue diverse spesso descrivono la stessa situazione in modi grammaticalmente diversi, sostennero che la lingua ha il potere di . La struttura e il vocabolario di una lingua derivano infatti dall’esperienza e ne sono una , ma a loro volta le strutture linguistiche orientano la percezione degli individui sulla base di quell’esperienza codificata, determinando la che essi possiedono. Sapir in particolare sosteneva che il mondo reale è in larga misura costruito inconsapevolmente proprio a partire dalle abitudini linguistiche dei vari gruppi linguistici. Negando l’idea che le parole possano essere delle semplici etichette che si appongono sulle cose e sulle esperienze, egli affermò con forza il principio di relativismo linguistico in questi termini: «i mondi in cui società diverse vivono sono mondi diversi, non semplicemente lo stesso mondo con etichette diverse». Anche Whorf fu dello stesso avviso: le differenze fra questi mondi sono tali che nessuna traduzione consente di oltrepassarle, , la lingua non solo rappresenta il mondo, ma di fatto . Questa si chiama del principio di relativismo linguistico di Sapir-Whorf, e la si può rendere con un esempio relativo al . plasmare la visione del mondo codificazione simbolica particolare visione del mondo l’uomo può pensare solo ciò che può dire lo costruisce ipotesi forte genere SENTIRE IL MONDO - Oku : Tanzania : Bahaya Luogo Popolazione Le percezioni sensoriali sono degli elementi primari con i quali facciamo esperienza del mondo, anche se spesso queste percezioni sono inesprimibili a parole: il sapore di un buon cibo, il particolare colore di un tramonto, un buon odore che immediatamente ci riporta a un fatto, a un evento vissuto in passato o a una persona che abbiamo incontrato. Un settore importante dell’antropologia si occupa di studiare in culture diverse il rapporto fra le emozioni legate alle percezioni e le possibilità espressive del linguaggio. Per esempio, l’antropologo italiano Alessandro Gusman ha compiuto interessanti ricerche etnografiche fra i Bahaya, un gruppo etnico bantu della Tanzania (Africa). Nella foresta la vista è molto limitata dalla difficoltà di penetrare con lo sguardo oltre pochi metri, mentre diventano preminenti l’udito e l’olfatto perché in grado, a differenza degli occhi, di oltrepassare le barriere della fitta vegetazione e di cogliere per esempio la presenza di animali nei dintorni; l’olfatto è inoltre essenziale in situazioni di pericolo, come nella capacità di sentire l’inizio di un incendio. Gusman ha studiato in particolare la terminologia di percezione haya da cui emergono considerazioni interessanti. Nella tabella seguente sono riportati i termini relativi alle cinque facoltà sensoriali classificate: