L’analfabetismo, nelle culture a oralità ristretta, è un importante fattore di emarginazione e povertà per gruppi e fasce sociali che, per molteplici ragioni, non sono in grado di accedere alle risorse messe a disposizione dal sistema scolare. Quando una persona cresciuta in una cultura a oralità diffusa entra nel contesto di una cultura a oralità ristretta – come per esempio molti migranti italiani all’estero nella prima metà del Novecento – si trova spesso a occupare una posizione socialmente svantaggiata rispetto a chi è in grado di accedere, grazie all’alfabetizzazione, a informazioni e risorse. Problemi analoghi si presentano oggi nel contesto dei grandi flussi migratori dal Sud del mondo.

3.2 CONSERVARE E TRAMANDARE UN PATRIMONIO DI CONOSCENZE
Le culture a oralità primaria e diffusa presentano tecniche altamente elaborate di conservazione della memoria e di trasmissione del sapere. Come ha evidenziato lo studioso statunitense Walter J. Ong (1912-2003), nel celebre volume Oralità e scrittura (1982), queste tecniche consentono di pensare per moduli mnemonici che assicurano un rapido recupero orale, come proverbi e ripetizioni.
T2
C. Severi,
Una storia hasidim
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