L’identificazione della cosiddetta “arte primitiva” degli artisti europei dei primi del Novecento con l’arte nativa delle popolazioni aborigene presupponeva implicitamente che i principi alla base delle due espressioni estetiche fossero identici, riducendo a un minimo comune denominatore di tipo formale quelle che in realtà erano delle differenze sostanziali qualora si considerasse tutto il contesto culturale.