1.2 LA PARENTELA FRA NATURA E CULTURA L’antropologo italiano esperto di parentela (n. 1945) ha fatto notare che in tutte le specie a , e quindi anche nella specie umana, il passaggio della vita da una generazione all’altra implica un . Nessun genitore può replicarsi nei suoi discendenti diretti, come invece avverrebbe nel caso ipotetico di una specie a , a cui forse si arriverà in un futuro non troppo lontano. In natura : nessuno può duplicare sé stesso. Trasmettere la vita significa uscire dai confini naturali della propria individualità, cedere sé stessi agli altri. Significa in un certo senso “ ”. Nessuno può esistere da solo e tuttavia ciascuno è unico: . Come sostiene Solinas, per quanto universale, il principio di diversità non determina affatto tutto il resto; non indica la misura necessaria della diversità, si limita a renderne impossibile l’assenza. Non esistono regole biologiche, cioè , che ci obbligano a riprodurci con i più simili o i più dissimili, giovani, vecchi, buoni o cattivi. Le uniche regole biologiche che la natura ci impone riguardano l’impossibilità di: : riproduzione di individui con identico patrimonio genetico (cloni) tramite tecniche fecondative di laboratorio. Pier Giorgio Solinas riproduzione sessuata mutamento di identità riproduzione clonata la diversità è la norma diventare altro procreare significa incrociare differenze naturali riproduzione clonata unire i nostri geni con quelli di un’altra specie; trasmettere intatta la nostra eredità genetica, per ottenere un figlio esattamente uguale a noi. : riproduzione di individui con identico patrimonio genetico (cloni) tramite tecniche fecondative di laboratorio. riproduzione clonata Osserviamo il grafico: possiamo rappresentare il discorso che stiamo facendo mediante un lungo segmento in cui a un estremo, a sinistra, fissiamo un punto zero, intendendo con ciò “zero diversità”; all’altro estremo, a destra, fissiamo un punto massimo, ovvero “massima diversità”. Incrociare differenze