2.3 PARENTELA E POLITICA Fra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, l’antropologo britannico , allievo di Malinowski, ha dato un fondamentale contributo agli studi sulla parentela e sui sistemi di organizzazione politica. Egli si interessava in quel periodo dei sistemi di mantenimento dell’ordine nelle società africane prive di capi e di istituzioni politiche centralizzate. Alcune società, come per esempio quella dei , allevatori e agricoltori insediati nell’alta valle del Nilo, in Sudan, non avevano alcun tipo di organizzazione politica istituzionalizzata: non c’erano capi, non c’erano re o sovrani, non c’era una forma di Stato, né partiti, né tanto meno leader politici. Si trattava di un tipo di società che all’epoca gli studiosi europei, con una certa supponenza, consideravano “semplice”, in una scala evoluzionistica di classificazione dei sistemi politici, che vedeva ai gradini più bassi le società indigene più “primitive”, quelle cioè prive di una qualunque forma di governo, e, ai gradini più alti, le società con ordinamenti statuali complessi. Evans-Pritchard rifiutava questo approccio evoluzionista ed etnocentrico e non credeva che i Nuer si potessero considerare davvero così semplici e primitivi. Ma come poteva esistere una siffatta ? In una delle sue opere più importanti, intitolata (1940), Evans-Pritchard illustra i risultati sorprendenti della sua ricerca sul campo. Scrive che tra i Nuer del Sudan «i segmenti [lignaggi] di tribù hanno molte delle caratteristiche della stessa tribù. Ognuno ha un nome proprio, un sentimento comune e un territorio unico. [...] Più piccolo è il segmento tribale e più compatto è il suo territorio, più vicini i suoi membri, più vari e più intimi i loro vincoli sociali generali e, di conseguenza, più forte il loro sentimento di unità». Edward E. Evans-Pritchard Nuer anarchia ordinata I Nuer