APPROFONDIAMO – LE FAMIGLIE OMOGENITORIALI IN ITALIA: UNO SGUARDO ANTROPOLOGICO Nella nostra società occidentale europea, la forma di famiglia più diffusa è quella monogamica, basata sull’unione tra un uomo e una donna. Vi sono però altre forme di famiglia, tra cui quelle con genitorialità gay o lesbica. Per famiglia omogenitoriale si intende un nucleo affettivo composto da uno o più genitori omosessuali. Come hanno mostrato gli antropologi, i sistemi di parentela e le forme di famiglia sono costrutti culturali fluidi e dinamici, frutto di prodotti storici specifici. Sebbene la tendenza dominante sia volta a “naturalizzare” un ordine procreativo di tipo eterosessuale, sulla base di molte ricerche etnografiche l’antropologia ci insegna che non vi è una famiglia “naturale” e quindi una formula unica che va bene per tutti e tutte e che può decidere come una persona debba vivere, amare o creare una famiglia. L’idea di famiglia naturale tradizionale è la concretizzazione di regole create nella società per dare un ordine normativo alla dimensione sociale e ideologica di parentela. Di conseguenza, le famiglie che non rientrano in questo ideale vengono vissute come potenzialmente pericolose. Sebbene nel 2016, con la legge Cirinnà, si sia regolamentato il sistema di unioni civili tra coppie omosessuali, a oggi il quadro normativo non prevede una legge che regolamenti e tuteli la genitorialità di una coppia omosessuale. La famiglia omogenitoriale è soggetta a molti pregiudizi e discriminazioni che minano la tutela del minore e la sua crescita in un ambiente sereno e felice. Per esempio, se una coppia omosessuale ricorre a tecniche di procreazione assistita all’estero, per la legge italiana i diritti di tutela del minore vengono riconosciuti solo al genitore biologico, lasciando il secondo genitore senza alcun diritto, se non la definizione di “genitore sociale”. Se uno dei due genitori dovesse venire a mancare, la tutela del minore non andrà al genitore in vita bensì ai parenti biologici del minore. Se una coppia richiede l’adozione di un bambino, soltanto uno dei due genitori avrà garantiti i diritti sul figlio. I casi e le situazioni specifiche sono molti e, in mancanza di una legge che regolamenti e tuteli queste forme di famiglia, i singoli devono ricorrere a forme di autotutela per colmare determinati vuoti giuridici. Uno sguardo antropologico alle forme di famiglia ci aiuta a capire e a rispettare la diversità e a riconoscere che non esistono forme di famiglia “vere” o “false” così come non ci sono genitori e figli “veri” o “falsi”. L’unione formata da due persone del medesimo sesso oggi in Italia è riconosciuta giuridicamente, mentre rimane ancora aperta la questione sulla genitorialità della coppia omosessuale.