Per i due autori francofortesi, dunque, la società del Novecento diventa una fabbrica di beni culturali standardizzati e omogenei tra loro, come film di successo, canzoni orecchiabili o riviste alla moda, il cui unico scopo è quello di manipolare gli individui, rendendoli passivi, sottomessi all’ideologia del capitalismo e incapaci di ribellarsi a questa condizione di schiavitù.

