La società “unidimensionale” Il libro di maggior successo di Marcuse è , del 1964, in cui egli sviluppa una critica sia del capitalismo sia dei regimi comunisti dei paesi sovietici, mettendo in luce l’emergere di una , nonché il declino delle possibilità di mettere in campo una rivoluzione politica contro questa situazione. L’analisi fatta da Marcuse del capitalismo deriva in parte da uno dei concetti principali sviluppati da Karl Marx, quello di , tipico della società capitalista. Marx riteneva che il capitalismo sfruttasse gli esseri umani e che, con la produzione di beni di consumo, gli operai venissero alienati dal proprio lavoro perché comunque estranei dai profitti. Per questa via si realizzava una disumanizzazione del lavoro e una trasformazione delle persone in oggetti funzionali al profitto. Marcuse amplia l’idea di Marx, sostenendo che il capitalismo e il modello della società industriale avanzata del dopoguerra hanno creato nelle persone dei , che possono essere soddisfatti solo attraverso un sistema consumistico, basato sulla produzione e l’acquisto di merci. Questo sistema è dunque fondato su un : da un lato, sullo e, dall’altro, sullo che vengono veicolati attraverso i mass media, la pubblicità e le strategie di marketing. Questa situazione si traduce, come dice il titolo del libro, in una , in cui l’unica dimensione dell’esistenza è costituita dall’ , senza la possibilità di sviluppare un pensiero critico e delle forme di opposizione e resistenza a questo sistema di controllo delle masse. Attraverso questo ragionamento, Marcuse, a differenza di Marx, giunge alla conclusione che la classe operaia non è più la principale forza in grado di portare avanti un cambiamento rivoluzionario della società, perché essa stessa è oramai schiava dell’ideologia della produzione e del consumo. Egli ritiene che un cambiamento potrebbe venire solo da quei , come gli , gli , i o i : essendo al di fuori della inesauribile catena di produzione e consumo, queste figure sarebbero in grado di mettere in discussione il sistema esistente. L’uomo a una dimensione nuova forma di sfruttamento alienazione falsi bisogni doppio sfruttamento sfruttamento del lavoro sfruttamento di falsi bisogni società “unidimensionale” omologazione degli individui gruppi sociali non ancora integrati nella società unidimensionale emarginati outsider perseguitati disoccupati Radici delle parole : dal verbo alienare, che a sua volta deriva dal latino , cioè “altro”. Per Marx è il processo attraverso il quale ciò che è dell’uomo, in quanto opera del suo lavoro, gli diventa estraneo (“altro”), non gli appartiene. alienazione alienus Consulta il Vocabolario Treccani L’AUTORE – HERBERT MARCUSE Herbert Marcuse (1898-1979) nasce a Berlino da una famiglia ebrea che fabbrica tessuti. Studia all’università di Friburgo, dove nel 1922 consegue un dottorato in letteratura. Anch’egli, dopo la presa del potere nazista nel 1933, segue altri colleghi dell’università di Francoforte negli Stati Uniti, dove diventa un cittadino statunitense naturalizzato. Insegna prima alla Columbia University e dopo la guerra si sposta all’università della California a San Diego, dove, dopo la pensione, diventa professore onorario di filosofia. (1964) non è solo il suo libro più famoso, ma è anche un testo di riferimento per i movimenti giovanili di protesta della fine degli anni Sessanta. L’uomo a una dimensione