APPROFONDIAMO – LA COPERTINA DI LINUS L’ colloca la nascita dell’espressione (“coperta di sicurezza”) negli anni Cinquanta del Novecento e la definisce come la coperta da cui alcuni bambini non riescono a separarsi, oppure, in senso più ampio, come tutto ciò che dà sicurezza, non necessariamente di tipo materiale. Il concetto è facilmente riconducibile alle famosissime strisce a fumetti dei di Charles Schulz, che però ha sempre smentito di averla coniata. Snoopy, Charlie Brown, Lucy, Linus con la sua copertina e tutti gli altri (letteralmente “noccioline”) sono apparsi per la prima volta il 2 ottobre 1950 sul “St. Paul Pioneer Press”; da quel momento, le strisce dei sono state pubblicate su numerosi giornali americani fino al 13 febbraio 2010, giorno in cui il loro creatore, Charles Schulz, morì. Libri, teatri, cinema e tv: i sono arrivati dappertutto, facendo innamorare grandi e bambini. Attraverso i suoi personaggi, Schulz ha raccontato la vita quotidiana, le sensazioni e le paure di tutti noi, con ironia e tenerezza, toccando temi semplici e complessi della società postmoderna e fornendo continui spunti di riflessione. Fra i personaggi principali vi è senza dubbio Linus, il bambino che non vuole mai separarsi dalla sua adorata coperta. Assieme a Charlie Brown, Linus rappresenta tra i chi vive nel mondo astratto delle idee, della filosofia e della religione. La coperta, l’oggetto transizionale di Winnicott, ha un valore fortemente simbolico: rappresenta il contatto con la realtà, ma anche la fonte di protezione dalle prepotenze subite dalla sorella Lucy e, più in generale, dall’ignoto che l’ambiente esterno porta con sé. Schulz fa spiegare allo stesso Linus il concetto: «Non mi va di affrontare i problemi di petto. Penso che il modo migliore per risolvere i problemi sia evitarli. Questa è una mia filosofia ben definita. Nessun problema è tanto grande o complicato che non gli si possa sfuggire!». Oxford Dictionary security blanket Peanuts Peanuts Peanuts Peanuts Peanuts Affinché questo fenomeno evolutivo possa accadere, il gioco deve assumere le seguenti caratteristiche: assorta partecipazione da parte del bambino in uno stato di quasi isolamento; sollecitazione del bambino a manipolare fenomeni esterni al servizio del gioco; situazione di fiducia nell’ambiente e capacità del bambino di stare solo; coinvolgimento del corpo (a causa della manipolazione degli oggetti); essere soddisfacente. Lo spazio del gioco ha un’ e, di conseguenza, fra il mondo interno e quello esterno. Winnicott individua : estensione variabile, dipendente dall’intensità del rapporto del bambino con la madre quattro fasi del gioco , perché gli sembra “magicamente” di crearlo. Ciò è reso possibile dalla madre, che partecipa al gioco del bambino rendendo reale quel che lui sperimenta e, pertanto, contribuendo alla sua onnipotenza; il bambino è fuso con l’oggetto