EDUCAZIONE CIVICA – CITTADINI RESPONSABILI – L’inclusione scolastica Per inclusione scolastica (un tempo chiamata “integrazione scolastica”) si intende il modo con cui la scuola fa fronte ai bisogni educativi speciali (Bes) di alcuni bambini, fornendo loro strumenti specifici e personalizzati per intraprendere il percorso scolastico e formativo, nell’ottica di un successivo inserimento nel tessuto sociale della comunità di riferimento. Sono comunemente individuate tre tipologie di Bes: • disabilità (per esempio, autismo, sindrome di Down e così via); • disturbi evolutivi specifici (iperattività, deficit del linguaggio o di coordinazione motoria, disturbi specifici dell’apprendimento, per citarne alcuni); • situazioni che generano uno svantaggio di natura socioeconomica, linguistica o culturale. A parte quello che è possibile ricavare dalla letteratura scientifica e dalle disposizioni ministeriali e scolastiche, in queste situazioni è rilevante anche il rapporto fra i compagni, che, soprattutto nell’infanzia, influenza le future relazioni sociali. Si tratta, in altri termini, di come possano essere spiegati alla classe certi comportamenti di alcuni compagni che appaiono bizzarri e/o che implicano un determinato tipo di azione da parte dell’insegnante (per esempio, più tempo per svolgere un compito). Pur rivestendo un’importanza decisiva, al pari delle iniziative di tipo didattico, le azioni volte a rafforzare il rapporto fra pari sono solitamente meno focalizzate rispetto alle attività formative specifiche che istituzionalmente competono alla scuola, anche e soprattutto in ragione della mancanza di protocolli adottabili in tali situazioni. Immagina di essere un insegnante o uno psicologo, chiamato a strutturare un intervento in una terza classe della scuola primaria, volto a spiegare alla classe l’arrivo di un compagno con disabilità gravi come l’autismo: l’obiettivo è aiutare i futuri compagni a capire le sue difficoltà, a imparare a giocare insieme a lui e, complessivamente, a favorirne l’inclusione scolastica. ad hoc Lavoriamo INSIEME In sostanza, l’ingresso a scuola permette al bambino di acquisire , che a loro volta saranno rafforzate nei successivi anni scolastici, sperimentando i all’interno di una realtà sociale più ampia e strutturata rispetto alla famiglia. Per quanto concerne il , in , le azioni di bambini che entrano in contatto fra loro non sono coordinate ( ). È che, invece, si realizzano le , con le relative regole, anche in virtù della capacità di comunicare verbalmente e dello sviluppo di capacità simboliche necessarie per i giochi di finzione. ulteriori competenze e abilità concetti di gruppo e gerarchia rapporto fra pari età prescolare unidirezionalità nel periodo scolare prime attività di gruppo