1.2 TENDA E LINGUA: L'ESPERIENZA SUL CAMPO A partire da Malinowski, ciò che fa l’antropologo sul campo, il suo metodo di studio in senso complessivo, si definisce anche “ ”; una strategia di ricerca che approfondiremo nel secondo capitolo di questa unità. Egli oscilla sempre fra due poli opposti: , è testimone dei fenomeni culturali a cui assiste e che desidera studiare, mantenendo dunque un certo distacco critico, ma contemporaneamente , cioè agisce e i suoi ospiti, nel contesto sociale in cui vive, prende parte alle loro attività, ne impara abitudini, modi di fare e comportamenti. Anche l’espressione “ ” è di Malinowski, ed esprime efficacemente il profondo livello in cui l’antropologo cerca di immergersi nel contesto che studia: apprendere le pratiche di vita quotidiana ( ) e le forme comunicative locali, i gerghi, i dialetti ( ). Ma il campo deve essere vicino o lontano? Per molti decenni della storia dell’antropologia, lo studio di popolazioni extraeuropee, non occidentali, portava gli antropologi molto lontano dalla propria casa, in piccole comunità di villaggio in Africa, in Amazzonia, in Oceania. Oggi, in un mondo sempre più urbanizzato, globalizzato e interconnesso, gli antropologi continuano ad andare lontano, ma compiono molte importanti ricerche sul campo anche in . Come vedremo nel prossimo capitolo, da un punto di vista concreto, il metodo dell’osservazione partecipante si avvale di un , fra cui varie tipologie di intervista, l’uso del registratore, della videocamera, la realizzazione di carte, mappe, disegni, la redazione di note e del diario di campo. osservazione partecipante osserva partecipa tra con tenda e lingua tenda lingua contesti socioculturali vicini a casa loro apparato molto vasto di tecniche