Per rimarcare l’importanza di questo metodo immersivo, Clifford Geertz | vedi UNITÀ 1, p. 27 | ha affermato che gli antropologi «incontrano l’umanità faccia a faccia», richiamando l’attenzione sul fatto che prima dello studio e dell’analisi deve compiersi un incontro, e che questo non avviene mai solo in senso astratto fra culture, ma sempre in modo concreto fra individui, con tutti i rischi, i problemi, le difficoltà che ciò comporta. Alle volte può anche capitare che certi individui si rifiutino di incontrare l’antropologo, o che l’incontro si possa trasformare in uno scontro.

Quattro uomini appartenenti alla tribù brasiliana kayapo posano all’aperto, indossando copricapi ornamentali con piume colorate, collane, bracciali e pitture corporee tradizionali. Uno di loro tiene in mano un bastone decorato con il becco di un tucano. Sullo sfondo si intravedono alberi, capanne e un cielo parzialmente nuvoloso.
Quando l’antropologo si immerge nella comunità che intende studiare, deve sempre ricordarsi che il suo lavoro è prima di tutto un incontro “faccia a faccia” con degli individui, con i loro usi e le loro visioni del mondo. Nell’immagine uomini della tribù brasiliana kayapo.