In questa prospettiva l’antropologo con un processo di , in quanto la soggettività dell’interazione e quindi dell’interpretazione è proprio una delle caratteristiche della tecnica; coinvolgimento e immedesimazione non sono quindi da evitare ma sono addirittura cercati, mentre oggettività e distanza, che erano i presupposti degli approcci di derivazione neopositivista, non sono importanti. Nell’osservazione partecipante . Dunque . Che cosa osservare viene stabilito dal tema di ricerca. Tuttavia, rispetto a qualunque tema di ricerca è : non deve temere di contaminare i dati interpretazione soggettiva e personale non si può osservare tutto l’osservazione non può che essere selettiva sempre necessario osservare il : la conformazione dei luoghi, la disposizione degli arredi, gli oggetti; contesto fisico il : quali tipi di persone stiamo osservando, che tipo di fenomeno (un rito, una cerimonia, una performance artistica o musicale, un comizio politico); contesto sociale le : come le persone interagiscono in modo ufficiale fra loro (per esempio quando un sacerdote impartisce una benedizione o un docente svolge una lezione a scuola); interazioni formali le : come le persone interagiscono fra loro in modo non ufficiale e spontaneo. interazioni informali ESPERIENZE ATTIVE – Provare a osservare Dividetevi in gruppi di due o tre persone. Ogni gruppo si rechi in un posto diverso, per esempio dove avvengono concerti, letture all’aperto, giochi di magia, oppure in un luogo di culto, una festa, una cerimonia. Sedetevi o mettetevi in disparte e osservate quello che succede attorno a voi. Su un taccuino, descrivete il più minuziosamente possibile quello che vi circonda, il luogo fisico, il contesto sociale in cui vi trovate, le interazioni tra le persone che partecipano all’evento. Descrivete anche le sensazioni che provate mentre siete in quel contesto e poi leggete a vicenda i vostri scritti. Che cosa notate di simile o di diverso? Il diario di campo Durante la ricerca sul campo, e in particolare mentre svolge l’osservazione partecipante, l’antropologo utilizza il , che può essere costituito da uno o più quaderni, da un taccuino, o da un dispositivo elettronico per registrare le audioannotazioni. diario di campo