1.3 I RITI DI INIZIAZIONE I processi di inculturazione più importanti nelle società extraeuropee studiate dagli antropologi sono i . Si tratta di particolari , nei quali la comunità guida i giovani, ragazze e ragazzi nell’età fertile, nel delicatissimo passaggio trasformativo dallo stato di adolescente a quello di giovane adulto, e da questo, a quello di padre e madre di famiglia, come avviene anche oggi per esempio in Africa nella regione dei Grandi Laghi, fra Congo e Tanzania. Come ha evidenziato l’antropologo francese (1873-1957) nel suo celebre volume (1909), il processo rituale riguarda il , che presso molti popoli avviene in concomitanza con la . I ragazzi, i maschi in maniera diversa dalle femmine, che spesso hanno propri percorsi iniziatici, attraverso il rito vengono ammessi a far parte della società adulta, godendo dei diritti connessi a tale status, soprattutto quelli relativi al matrimonio, alle attività politiche e religiose. Secondo Van Gennep i riti di iniziazione si articolano in tre fasi: riti di iniziazione riti di passaggio Arnold Van Gennep I riti di passaggio conseguimento della maturità sociale pubertà la , in cui il ragazzo (o la ragazza) viene separato dalla famiglia o dal gruppo di appartenenza e allontanato dal villaggio, condotto nella foresta o posto in particolari abitazioni destinate esclusivamente a questo scopo; separazione il periodo di , in cui avviene la , con o senza segni esteriori, come le mutilazioni, di cui la più comune è la circoncisione, e con varie prove e istruzioni riguardanti le tradizioni e le norme proprie della comunità di cui entra a far parte; i tatuaggi, per puntura o per , che spesso rientrano fra gli interventi estetici sul corpo per decorare e abbellire la pelle, hanno anche un ruolo importante nelle iniziazioni puberali mediante un uso culturalmente controllato del dolore; margine trasformazione dell’individuo scarificazione l’ alla comunità, in cui il neoiniziato si sottomette a pratiche purificatorie, osserva il silenzio o il digiuno, e spesso assume un nuovo nome. aggregazione : riti di passaggio che sanciscono il raggiungimento della maturità sociale, oppure l’ingresso in un gruppo chiuso, o ancora l’entrata in un percorso iniziatico individuale. : riti che legittimano pubblicamente il passaggio di un individuo da una condizione sociale o spirituale a un’altra, e sono per esempio i battesimi, i matrimoni, i funerali, l’entrare a far parte di un ordine religioso e così via. : tecnica di ornamento corporeo consistente nell’incisione superficiale della pelle; spesso associata ai riti di iniziazione. riti di iniziazione riti di passaggio scarificazione Nella maggior parte dei casi, il rito di iniziazione ha , interessa cioè tutti gli individui che abbiano raggiunto l’età idonea. Ciò avviene nei , in cui tutti i ragazzi raggruppati in una stessa “generazione”, non importa se aventi o no la stessa età anagrafica, affrontano contemporaneamente il rito che conferisce loro la maturità sociale; è solo in seguito a tale evento che la maturità fisiologica, già raggiunta o magari ancora da raggiungere, viene riconosciuta sul piano culturale. Come ha osservato Van Gennep, spesso i riti di iniziazione nella loro funzione trasformativa assumono le forme simboliche di una . carattere collettivo sistemi di classi d’età morte seguita da una rinascita Il primo ambito in cui un individuo comincia ad apprendere la cultura della propria società è quello familiare: la famiglia trasmette ai nuovi arrivati i propri valori attraverso modalità educative ritenute adatte. Nell’immagine una madre inuit con la sua bambina, in Canada.