SENTIRE IL MONDO Ihuma : Artico canadese : Utku, Qipi Luogo Popolazione Negli anni Sessanta del Novecento, l’antropologa Jean L. Briggs (1929-2016), autrice della monografia etnografica (1970), ha condotto un’etnografia presso i gruppi inuit del Canada, in particolare gli Utku, nell’Artico centrale, e i Qipi, nell’Artico orientale. Entrambi i gruppi sono stagionalmente nomadi e si trovano a centocinquanta chilometri di mare aperto dai più vicini insediamenti stabili, con cui le comunità hanno rapporti sporadici e poco rilevanti, vivendo in modo isolato rispetto al mondo esterno. Oltre a queste condizioni, Briggs riscontra una caratteristica particolare comune sia ai Qipi sia agli Utku: una profonda disapprovazione e un forte timore dell’ostilità e delle sue espressioni, che si traduce in un comportamento non violento e in un forte controllo dell’aggressività nelle relazioni interpersonali. La parola con cui gli Inuit definiscono il valore che supporta il loro comportamento è : questo criterio definisce e orienta la modalità con cui gli Inuit si relazionano gli uni agli altri in società e indica quali sono gli atteggiamenti necessari per godere di una socialità matura e pienamente realizzata. Per dimostrare di avere pieno diritto a partecipare alla socialità è quindi importante dimostrare di possedere , cioè , non permettere quindi all’emotività di prendere il sopravvento in modo incontrollato nei confronti di altri esseri dotati di e soprattutto evitare tutti quegli atteggiamenti prevaricatori che potrebbero minare l’autonomia altrui. Briggs nota infatti che la concezione di aggressività per gli Inuit ha un senso più ampio di quello occidentale e comprende ogni azione nociva o lesiva dell’autonomia dell’altro, anche quando non si traduce in forme di violenza fisica o verbale. Soprattutto presso gli Utku, i possessori di non mettono quindi in atto nessuna forma di interferenza: non solo evitano manifestazioni di irascibilità e di perdita del controllo, ma si preoccupano di non invadere la sfera dell’autodeterminazione e della privacy altrui trattenendosi dal criticare, dal suggerire e dal mettere in qualsiasi modo in imbarazzo l’interlocutore: secondo Briggs, “perché?” è la domanda più scortese e irrispettosa che si possa rivolgere a un Utku. Il valore attribuito all’autonomia pone così le relazioni interpersonali in un’ottica di rispettoso distanziamento, derivante dal concetto di , la , nell’accezione più ampia del termine. L’impressione più netta e sorprendente per un osservatore occidentale è quindi che gli Inuit non siano mai arrabbiati: questo avviene grazie al valore dell’ , che si basa sull’idea di mantenere una relazione in cui ogni individuo possa sentirsi pienamente a proprio agio, nel rispetto della reciproca autonomia e sfera decisionale. Mai arrabbiarsi: ritratto di una famiglia eschimese ihuma ihuma comportarsi in modo premuroso, tollerante e non aggressivo ihuma ihuma naklik preoccupazione per il benessere dell’altro ihuma ORIENTARSI Ti è mai capitato di sentire che un problema si può risolvere meglio senza arrabbiarsi? È stato facile contenere la rabbia?