Le razze umane venivano assimilate alle specie animali: si stabiliva che fra due razze vi era la stessa distanza che si aveva per esempio fra il cavallo e l’asino; quindi non tale da impedire la fecondazione reciproca, ma sufficienti per stabilire una differenza chiaramente visibile. La classificazione più diffusa distingueva tre razze: la bianca, la gialla e la nera. Ma gradualmente, nel corso del tempo, questo schema si andò semplificando verso due soli poli fra cui disporre tutte le altre razze: il bianco e il nero.