Le nuove forme dottrinarie di razzismo che stanno affiorando in Europa si articolano intorno all’imperativo del “ ” che paradossalmente un tempo era sostenuto dall’antirazzismo. Il razzismo differenzialista in tanti mondi isolati per giustificare il rifiuto e l’esclusione: non è più interessato ad affermare una gerarchia evoluzionista fra le culture, poiché tale gerarchia è già implicita nell’esclusione che esso opera in virtù del principio della differenza. L’appello al diritto alla differenza nasconde spesso un forte argomento razzista: il rifiuto del meticciato, la paura dell’indistinzione, del contatto e delle relazioni fra i gruppi, che dunque è bene rimangano . Per questa ragione il riemergere contemporaneo di forme di antisemitismo e di razzismo ha come bersaglio gli detti “extracomunitari”, considerati una , o alle società di accoglienza e all’ . Per il razzista contemporaneo l’arrivo di nuove identità, come per esempio quella musulmana, è un pericolo perché comporta la delle identità culturali, religiose e nazionali dell’Europa, che egli concepisce, in modo antistorico, come essenzialmente omogenee, stabili e definitive. Per il razzismo differenzialista i conflitti fra culture diverse si possono scongiurare solo , che provoca disgregazione e insicurezza sociale. Questa ideologia strumentalizza i tentativi di applicare equilibrate politiche di controllo dell’immigrazione. Per il razzista contemporaneo l’immigrazione minaccia tanto le culture europee, quanto quelle degli stessi immigrati. Vi è quindi l’uso profondamente distorto della stessa prospettiva antropologica: l’immigrazione è un pericolo per l’identità della cultura di accoglienza così come per quella da accogliere. I discorsi del razzismo differenzialista contengono una perorazione quasi antropologica della difesa delle identità culturali. In questa ideologia gli “altri”, i “diversi”, sono per definizione . L’incompatibilità può essere definitiva, se non più in termini biologici, in termini altrettanto forti di carattere religioso, culturale, e di , per il carattere collettivo e la diversità delle origini. diritto alla differenza frammenta l’universo umano isolati ognuno entro i propri confini immigrati minaccia sociale culturale addirittura genetica identità europea corruzione allontanando gli stranieri e frenando in ogni modo l’immigrazione non integrabili identità nazionale INVITO ALLA VISIONE – David Fedele, THE LAND BETWEEN, 2014 Questo film offre una visione intima delle vite nascoste dei migranti dell’Africa sub-sahariana che vivono nelle montagne a nord del Marocco. Per la maggior parte, il loro sogno è entrare in Europa scavalcando una barriera altamente militarizzata a Melilla, un’enclave spagnola nel continente africano. Il regista documenta la vita quotidiana di questi migranti intrappolati nel limbo dell’incertezza, così come l’estrema violenza e il costante maltrattamento che subiscono da entrambe le autorità marocchine e spagnole.