3.2 L’EDUCAZIONE FEMMINILE Sul versante dell’educazione femminile Vives nel (“L’educazione della donna cristiana”) sostiene, come Erasmo, la necessità di provvedere seriamente alla , che tuttavia egli tratteggia secondo le convinzioni dominanti al suo tempo. Le fanciulle per Vives non devono seguire gli stessi studi degli uomini. La loro preparazione si deve concentrare su autori religiosi e su libri dall’alto contenuto morale, che permettano alla donna di correggere quella frivolezza e volubilità tipiche del suo genere. Molto tempo va investito nei lavori domestici e nell’affinamento delle abilità culinarie, così come nella preghiera. Regina di tutte le virtù muliebri deve essere la castità del corpo e del cuore. L’ideale a cui aspira Vives è quello della , virtuosa padrona di casa, che vive ritirata, impegnata nell’accudimento della famiglia e nella preghiera. La peculiarità di Vives sta nella sensibilità psicologica che lo porta a cercare una visione più rigorosa del fanciullo, più aderente alle sue caratteristiche, alle sue attitudini e allo sviluppo delle capacità personali. Da questa angolatura acquistano una valenza molto più alta le sue osservazioni sull’importanza dell’educazione domestica, della lingua materna, del gioco e dell’ambiente scolastico. De institutione foeminae christianae formazione delle fanciulle moglie devota e soggetta al marito PER LO STUDIO Qual è l’idealtipo di maestro secondo Vives? E come dovrebbe essere la sua formazione? Che tipo di esortazioni avanza Vives rispetto allo studio delle arti del trivio? Quale modello formativo propone per la donna cristiana? Vives assegna grande importanza all’osservazione degli alunni, come fase preliminare imprescindibile per impostare bene il percorso educativo del soggetto. Intervista i tuoi insegnanti e chiedi loro quali sono i criteri che adottano per impostare e modulare il programma di studi da seguire durante l’anno. 1. 2. 3. Per discutere INSIEME