C’è, dietro, la volontà di abituare l’alunno a far proprio un . Ma la scuola di La Salle, accanto alle norme comportamentali e ai principi cristiani, vuole fornire agli alunni anche conoscenze utili. Il programma della scuola popolare lasalliana si basa sul trinomio , che diverrà la formula fissa per definire l’istruzione di base obbligatoria dell’Ottocento. Il tutto viene impartito rigorosamente attraverso la . La Salle insiste molto sull’uso della lingua francese in luogo del latino e questo farà guadagnare ai Fratelli delle Scuole cristiane un soprannome un po’ denigratorio, ovvero quello di “ignorantelli”, con il quale saranno a lungo identificati. La Salle si impegna anche sul fronte dell’ , con l’intento di avanzare una proposta formativa alternativa a quella incentrata sulla cultura classica. Nella scuola tecnica di Saint-Yon, infatti, non si insegna il latino, ma si dà spazio alle scienze e alle arti meccaniche, al fine di offrire agli alunni strumenti concreti per l’esercizio dei futuri compiti professionali e civili. Sulla stessa direzione sono indirizzati anche i programmi di altre due fondazioni “pilota” nate a Saint-Yon: l’ e l’ . Il percorso di apprendimento nelle Scuole cristiane si attiene rigorosamente al principio di . I contenuti sono impartiti secondo livelli di difficoltà progressiva fissati in modo preciso. Per esempio, sono indicati nove livelli per la lettura, ai quali corrisponde una durata specifica, ovvero due mesi per l’apprendimento dell’alfabeto, un mese per quello delle sillabe, cinque per gli esercizi di sillabazione e via di seguito. codice di regole sociali, etiche e religiose leggere, scrivere e far di conto lingua materna insegnamento tecnico-professionale istituto di rieducazione educatorio per giovani traviati e disadattati gradualità DA ORA IN POI – Dalla lavagna alla Lim Quando pensiamo all’elemento dell’arredo scolastico più rappresentativo ed evocativo dell’ambiente classe ci viene subito in mente la lavagna. Questo oggetto ha subito molte evoluzioni nel corso della storia. La lavagna nera di ardesia fa il suo primo ingresso nelle classi nel corso del Seicento, quando cresce la domanda di istruzione popolare e si amplia la rete di scuole di livello primario. Ma i primi prototipi di lavagna che sono adottati in classe hanno le sembianze di una tavoletta, dalle dimensioni simili a quelle di un quaderno, e sono usati per svolgere gli esercizi in classe in quanto ben più economici dei classici strumenti di scrittura (carta, penna e calamaio). Solo nell’Ottocento, con l’affermazione dei sistemi scolastici nazionali, le classi cominciano a essere dotate delle prime lavagne, che in realtà si presentano nella forma di assi appositamente verniciate e attaccate al muro. La lavagna nera con cavalletto sarà la grande protagonista delle aule del Novecento e ad essa saranno associati non solo i momenti di spiegazione dell’insegnante e di interrogazione davanti alla classe, ma anche quelli delle punizioni, che potevano consistere semplicemente nell’andare “dietro alla lavagna” oppure prevedere risvolti ben più severi, come lo stare in ginocchio dietro alla lavagna (anche per un’ora), magari su gusci di noci o su chicchi di granturco. Con l’ingresso nel nuovo millennio l’immagine dell’aula scolastica è cambiata, in virtù di un utilizzo sempre più importante delle nuove tecnologie. Uno dei “simboli” di questo cambiamento è dato dall’introduzione della lavagna interattiva multimediale (Lim), che è subentrata alla vecchia lavagna nera, permettendo di sviluppare nuove modalità didattiche, più interattive e partecipative rispetto al passato.