Su quest’ultimo versante, gli Stati italiani non solo conducono una battaglia serrata contro le antiche prerogative fiscali, giuridiche e immunitarie della Chiesa (diritto d’asilo, decime, , censura sui libri, tribunali dell’Inquisizione), ma aderiscono anche alla portata avanti dai grandi Stati europei, ordinando la fuoriuscita dell’ordine dai propri confini spesso molto prima della soppressione pontificia del 1773. È questo il caso del Regno di Napoli e del Ducato di Parma e Piacenza, che espellono i gesuiti dal loro territorio, rispettivamente, nel 1767 e nel 1768. Per quanto riguarda il terreno dell’istruzione si registrano due fenomeni significativi: da un lato nella gestione dell’istruzione e gli Stati avocano a sé l’intera materia dell’istruzione pubblica, dall'altro gli Stati puntano a un’ (dalle elementari alle università), realizzata attraverso strutture amministrative , denominate Magistrato degli Studi (come nel Ducato dei Savoia, nel Ducato di Parma e Piacenza e in Lombardia) o Deputazione degli Studi (come nel Granducato di Toscana). I centri italiani che meglio interpretano questo nuovo clima sono il e la . manomorta linea antigesuitica si sfalda il tradizionale sodalizio tra Stato e Chiesa amministrazione centralizzata dell’intero sistema scolastico ad hoc Regno di Napoli Lombardia asburgica : la manomorta ecclesiastica era una condizione giuridica per la quale i beni ecclesiastici non erano sottoposti a imposte di successione statali. manomorta Educazione CIVICA – CITTADINI RESPONSABILI – La Convenzione internazionale Il 20 novembre 1989 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite riunita a New York approva la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. A oggi aderiscono a essa oltre 190 paesi. L’Italia ha ratificato il documento nel 1991. La Convenzione ha dei precedenti importanti: • la cosiddetta “Dichiarazione di Ginevra” del 1924, che è il primo documento internazionale nel quale si fa riferimento ai diritti del bambino; • la Dichiarazione dei diritti del fanciullo promulgata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1959, che è in vigore tutt’oggi. La Convenzione rappresenta il più importante strumento per la difesa dei diritti del bambino. Ha un valore legalmente vincolante per gli Stati ed è composta da 54 articoli, senza distinzioni interne, in quanto ogni articolo ha uguale rilevanza ed è strettamente correlato agli altri. Il primo articolo recita: «s’intende per fanciullo ogni essere umano in età inferiore ai diciotto anni». Gli articoli che seguono stabiliscono diverse categorie di principi di base: • il principio di non discriminazione; l’articolo 2 impegna gli Stati a garantire a ogni fanciullo il rispetto dei diritti sanciti nella Convenzione senza distinzione di «razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica del fanciullo, dei genitori o dei tutori»; • l’interesse superiore del bambino; l’articolo 3 prevede che in ogni iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale e in ogni azione legislativa, si tenga conto innanzitutto dell’interesse del bambino; • il diritto alla vita e alla tutela contro qualsiasi forma di violenza; l’articolo 6 impegna gli Stati ad assicurare al bambino, con tutte le misure a disposizione, la sopravvivenza e lo sviluppo; l’articolo 19 prevede la protezione del fanciullo «contro qualsiasi forma di violenza o brutalità fisica o mentale, abbandono o negligenza, maltrattamento o sfruttamento, inclusa la violenza sessuale»; • il diritto a essere ascoltati; l’articolo 12 riconosce ai bambini il diritto a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, tenendo in considerazione il livello di maturità raggiunto dal bambino in base all’età; • il diritto alla libera espressione; tale diritto, menzionato all’articolo 13, «comprende la libertà di ricercare, ricevere e diffondere informazioni e idee di ogni genere, a prescindere dalle frontiere» e mediante qualsiasi mezzo (verbale, scritto, artistico e così via); • il diritto all’istruzione; l’articolo 28 stabilisce che l’istruzione primaria deve essere gratuita e obbligatoria per tutti, che l’istruzione secondaria, professionale e superiore deve essere accessibile a tutti e supportata da strumenti di assistenza finanziaria laddove necessario; • il diritto all’educazione; l’articolo 29 stabilisce che «l’educazione del fanciullo deve tendere a: promuovere lo sviluppo della personalità del fanciullo, dei suoi talenti; delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutto l’arco delle sue potenzialità; inculcare nel fanciullo il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dei principi enunciati nello Statuto delle Nazioni Unite; infondere nel fanciullo il rispetto dei genitori, della sua identità, della sua lingua e dei suoi valori culturali, nonché il rispetto dei valori nazionali del paese in cui vive, del paese di cui è originario e delle civiltà diverse dalla propria; preparare il fanciullo ad assumere le responsabilità della vita in una società libera in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli, gruppi etnici, nazionali e religiosi e persone di origine autoctona; inculcare nel fanciullo il rispetto per l’ambiente naturale». • il diritto all’educazione dei disabili; è importante ricordare che è riservato un articolo a questo tema, l’articolo 23, nel quale si riconosce che «un fanciullo fisicamente o mentalmente disabile deve godere di una vita soddisfacente che garantisca la sua dignità, che promuova la sua autonomia e faciliti la sua partecipazione attiva alla vita della comunità». Ogni anno il 20 novembre, anniversario della firma della Convenzione, si celebra la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Scopri le iniziative più importanti che si sono svolte a livello nazionale e fa’ un bilancio, insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne, sulla condizione dei bambini e degli adolescenti in Italia. I principi di base ad hoc Lavoriamo INSIEME