Comte ritiene che l’educazione della spetti alla , mentre dai 7 anni i fanciulli vanno affidati all’ , che egli scandisce in diverse fasi attraverso le quali il soggetto è preparato al suo ingresso nella società adulta. Secondo l’intellettuale francese, però, l’ non termina con l’ingresso nel mondo del lavoro, ma del soggetto attraverso un interscambio continuo con la società. L’educazione positiva, inoltre, per Comte deve sviluppare quel , che è cardine dell’insegnamento morale e base per il rafforzamento dell’umanità. La nuova società industriale immaginata da Comte, infatti, è solidaristica ed estranea alla guerra, che rappresenta una sorta di contraddizione di termini. prima infanzia madre educazione pubblica educazione accompagna tutta la vita sentimento di solidarietà Quando una vera educazione – scrive Comte – avrà convenientemente familiarizzato gli spiriti moderni con le nozioni di solidarietà e di perpetuità che suggerisce spontaneamente, in molti casi, la contemplazione positiva dell’evoluzione sociale, si sentirà profondamente l’intima superiorità morale di una filosofia che collega ognuno di noi all’esistenza dell’umanità considerata nell’insieme dei tempi e dei luoghi. A. Comte, , a cura di F. Ferrarotti, Utet, Torino 1979, p. 19. Corso di filosofia positiva 1.2 DURKHEIM E LA SOCIOLOGIA DELL’EDUCAZIONE Figura chiave della sociologia positivista, | vedi , p. 362 | mette in evidenza il ruolo della società nei processi educativi e pone le basi per la prima sistematizzazione della . Egli espone la sua opinione sul problema educativo nei corsi di sociologia tenuti alla Sorbona, in alcuni articoli, come in quello su (1903), e nelle voci su , e scritte per un dizionario pedagogico (1911). Durkheim considera l’ come il mezzo per e per tramandare le tradizioni e le conquiste di un popolo. Infatti, definisce l’educazione come: Émile Durkheim L’AUTORE sociologia dell’educazione Pedagogia e sociologia Educazione Infanzia Pedagogia educazione adeguare l’individuo alle norme e ai valori della società azione esercitata dalle generazioni adulte su quelle che non sono ancora maturate per la vita sociale; [che] ha per obiettivo di suscitare e sviluppare nel fanciullo un certo numero di stati fisici, intellettuali e morali che a lui sono richiesti tanto dalla società politica nel suo insieme quanto dall’ambiente particolare al quale è in modo specifico destinato. É. Durkheim, , a cura di N. Baracani, La Nuova Italia, Firenze 1973, p. 71. Educazione come socializzazione