INVITO ALLA VISIONE – François Truffaut, IL RAGAZZO SELVAGGIO, 1969 Film drammatico diretto e interpretato da Truffaut che si ispira alla storia vera di Victor, il ragazzo “selvaggio” ritrovato nella campagna dell’Aveyron e accolto nella casa del medico francese Itard, che in due Mémoires (apparse nel 1801 e nel 1806) racconta i tentativi compiuti per inserire Victor in società. Lo stesso Truffaut veste i panni del medico Itard, che decide di trasferire Victor dall’Istituto per sordomuti di Parigi alla sua abitazione, nella speranza di riuscire a stabilire un canale comunicativo con il ragazzo attraverso la gentilezza e la compassione. Itard, a differenza dei suoi colleghi, come il famoso psichiatra Philippe Pinel, crede nell’educabilità di Victor e si dedica a lui anima e corpo per sei lunghi anni. Purtroppo, nonostante l’ingegnosità dei metodi educativi escogitati da Itard, i progressi compiuti da Victor sono modesti, anche se apprezzabili rispetto alle condizioni iniziali: il ragazzo non acquisirà mai l’uso del linguaggio. Truffaut racconta con semplicità e delicatezza questa storia, che aveva creato grande scalpore nella Francia di fine Settecento e suscitato animati dibattiti tra gli uomini di scienza. Molti sono i particolari omessi o “ammorbiditi” da Truffaut, che rappresenta il rapporto tra Itard e Victor più come una relazione tra padre e figlio, che tra maestro e allievo, come in effetti fu. PER LO STUDIO In che senso l’educazione deve “farsi scienza” per Comte? Che rapporto c’è secondo Durkheim tra educazione e società? Perché Séguin può essere ritenuto uno dei pionieri dell’educazione speciale? Comte riteneva che l’educazione di un individuo dovesse continuare per tutta la vita, sviluppando solidarietà nella società. Come pensi che questa idea si confronti con il concetto moderno di educazione permanente, e in che modo una formazione continua può incidere non solo sulla crescita individuale ma anche influenzare positivamente la comunità? Scrivi un breve testo in cui argomenti le tue riflessioni. 1. 2. 3. ORIENTARSI