Inoltre, per Ardigò il processo educativo segue uno schema, che si modula secondo quattro momenti: attività, esercizio, abitudine, educazione. L’educazione, pertanto, si configura come acquisizione di abitudini, in quanto rappresenta l’ultimo passaggio di una serie di stimoli prodotti da attività ripetute con esercizio, che conducono all’abitudine. Questa prospettiva assume un certo rilievo soprattutto affrontando il discorso dell’educazione morale, che ha per fine quello di radicare nel soggetto un’abitudine al bene, che lo porta a compiere atti buoni liberamente, per propria convinzione, senza che ci sia una motivazione diretta o una spinta precisa dietro.
Sul piano dei contenuti dell’istruzione il filosofo lombardo segue un’impostazione utilitaristica. Egli, infatti, privilegia le materie scientifiche, anche se non esclude le discipline umanistiche, che riserva alla scuola secondaria, e incoraggia a favorire i contenuti che permettono la conoscenza dell’uomo, delle sue funzioni e del mondo naturale e sociale.