L’educazione per Gabelli deve preparare alla vita reale e per corrispondere a questo fine pratico deve formare uomini di «testa chiara», che hanno perfetta padronanza di sé e sanno come interagire positivamente con il contesto storico-sociale in cui vivono. L’educazione deve sviluppare il pensiero critico e autonomo del soggetto e questo per Gabelli vale anche e soprattutto per il popolo, che va messo nelle condizioni di esercitare i propri diritti.
Egli crede fermamente nell’importanza di un’alfabetizzazione di base per tutti gli italiani, fruita in una scuola laica, statale e obbligatoria. La sua è una prospettiva laica, che però non rinnega l’insegnamento religioso, ritenuto una componente culturale della società italiana e un insostituibile strumento di formazione morale e di conservazione-controllo delle masse popolari, se mantenuto entro i limiti degli insegnamenti evangelici.