DA ORA IN POI L’aula scolastica In passato ogni corpo sociale aveva una scuola, che poteva essere pubblica, privata oppure presentarsi nella forma del collegio d’istruzione, dell’educandato o del conservatorio. Il cuore dell’attività scolastica era rappresentato dall’aula. La stessa aula poteva accogliere più classi e le classi di norma non erano organizzate in base all’età degli alunni, ma in base al loro livello di conoscenza. Così poteva accadere che nella prima classe vi fossero bambini di età molto diverse. Per arrivare a classi formate principalmente da coetanei bisogna attendere l’Ottocento, quando si affermano i sistemi scolastici nazionali. Le scuole erano solitamente distinte tra maschili e femminili, rari erano i casi di classi miste e, laddove presenti, prevedevano una netta divisione dell’aula, per cui un lato era riservato ai banchi per i maschi e l’altro era occupato dai banchi destinati alle fanciulle. Le classi miste si affermeranno in Italia soprattutto a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Circa la disposizione degli arredi scolastici, si verifica una svolta nel corso dell’Ottocento, quando si afferma la lezione simultanea e l’insegnante ha bisogno di un “pulpito” dal quale “celebrare” la stessa lezione per tutta la classe. È a questo punto che il fulcro dell’aula diviene la cattedra, affiancata dalla classica lavagna nera in ardesia e posta in posizione rialzata su un predellino, per consentire all’insegnante una visuale migliore della classe. Davanti alla cattedra sono schierati i banchi multiposto (che potevano accogliere fino a 5 studenti) fissati al pavimento, con schienale unito al pianale di scrittura. La classe così concepita permetteva il mantenimento della disciplina, anche in presenza di scolaresche molto numerose. Solo intorno agli anni Trenta del Novecento si afferma il banco monoposto con la seduta integrata allo scrittoio, che sarà definitivamente soppiantato negli anni Sessanta dall’entrata in scena del banco in formica verde con seduta mobile, grande protagonista della storia della scuola più recente, che si presterà anche a una gestione più “democratica” dello spazio classe, non più caratterizzato esclusivamente da file di banchi parallele, ma aperto anche a nuove disposizioni (per esempio a ferro di cavallo o a isola), in grado di rendere l’apprendimento più coinvolgente e stimolante. La ricostruzione con materiali d’epoca di un’aula pluriclasse degli anni Trenta del Novecento all’interno del Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca”, dell’università di Macerata. L’insegnante, dall’alto della cattedra, può controllare tutta la scolaresca, alla quale i banchi, con schienale unito al pianale di scrittura, non permettono il libero movimento: in tal modo è possibile mantenere la disciplina anche in presenza di scolari ribelli o numerosi. Altra caratteristica è costituita dalla lavagna in ardesia nera.