E soprattutto, con la massima cura, si provvederà a istruirli nelle cose del culto, perché imparino a onorare la religione e a parlare di Dio con la massima reverenzia. […] I genitori devono portare nell’educazione dei figli tanto cauta saggezza da evitare sia di picchiarli come asinelli che di guastarli con stupide carezze come quei cagnolini che si tengono solo per trastullo; seguendo una via di mezzo devono rivolgersi loro ora con dolcezza ed ora con severità, come le circostanze richiedono. Così li troveranno sempre obbedienti, ne guideranno la condotta, avranno sempre in loro una fonte di dolcezza e di gioia. Se invece li avranno educati con troppa indulgenza, non si meraviglino poi, se, abituati a una vita troppo facile, si daranno alla pigrizia e all’indolenza, se si macchieranno di vergogna, se diventeranno ribelli, se, come il cavallo indomito di cui parla la Scrittura, diventeranno testardi e violenti […]. 4 Vegio propone un modello genitoriale capace di evitare i comportamenti estremi, critica i genitori eccessivamente autoritari così come quelli permissivi ed esorta a adottare un atteggiamento autorevole, che sappia alternare con la giusta ponderazione gli atteggiamenti dolci a quelli severi. 4. Rispondi Quali consigli offre l’autore sull’allattamento? Che cosa pensa delle «favolette» raccontate dalle «vecchiarelle»? Che giudizio esprime rispetto all’uso frequente delle percosse nei riguardi dei fanciulli? 1. 2. 3. T3 Baldassarre Castiglione Le qualità della perfetta donna di palazzo Cortegiano Nel Castiglione tratteggia un profilo della donna di palazzo che scardina il vecchio stereotipo della donna fragile e dotata di scarso ingegno, proponendo un modello femminile di grande respiro, caratterizzato da spiccate doti intellettuali e da una grazia e una leggiadria, che le consentono di essere all’altezza di ogni situazione. , a cura di W. Barberis, Einaudi, Torino 1998, III, cap. V, pp. 262-64 Il libro del Cortegiano Lassando adunque quelle virtù dell’animo che le hanno da esser communi col cortigiano, come la prudenza, la magnanimità, la continenza e molte altre: e medisimamente quelle condizioni che convengono a tutte le donne, come l’esser bona e discreta, il saper governar le facultà del marito e la casa sua e i figlioli quando è maritata, e tutte quelle parti che si richieggono ad una bona madre di famiglia, dico che a quella che vive in corte parmi convenirsi sopra ogni altra cosa una certa affabilità piacevole, per la quale sappia gentilmente intertenere ogni sorte d’omo con ragionamenti gentili ed onesti, ed accomodati al tempo e loco ed alla qualità di quella persona con cui parlerà, accompagnando coi costumi placidi e modesti e che sempre ha da componer tutte le sue azioni una pronta vivacità d’ingegno, donde si mostri aliena da ogni grosseria; ma con tal maniera di bontà, che si faccia estimar non men pudica, prudente ed umana, che piacevole, arguta e discreta; e però le bisogna tener una certa mediocrità difficile [“equilibrio”] e quasi composta di cose contrarie, e giunger a certi termini a punto, ma non passargli . 1 Castiglione attribuisce alla donna di palazzo doti ulteriori rispetto a quelle proprie della buona madre di famiglia, in particolare ritiene che debba essere arguta, dotata di ingegno e piacevole nelle conversazioni. In ogni atteggiamento, però, deve soprattutto mostrare autocontrollo ed equilibrio, stando ben attenta a non superare mai quei limiti che possono compromettere il suo buon nome. 1.