La cultura a cui guarda Erasmo si fonda sull’amore per le bonae litterae, che va coltivato sin dalla più tenera età, insieme all’autonomia di giudizio e a una religiosità vissuta interiormente. Egli si scaglia contro le metodologie di insegnamento tradizionali, che trova distanti enormemente da questo modello educativo, e ne smaschera tutte le nefande conseguenze nelle pungenti pagine che riserva ai grammatici pedanti nell’Elogio della follia (1511).
bonae litterae: l’espressione abbraccia tutta la letteratura, la scienza e la cultura classica, concepita quale forma di conoscenza salutare, in contrapposizione al pensiero medievale.
T1
E. da Rotterdam,
La vergogna e la lode...
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