D1 L’uomo misero al cospetto di un Dio-giudice implacabile

Tommaso da Celano, Dies irae

Come una spada di Damocle, il giudizio universale incombe sul capo dei mortali. Terrorizzato dalle fiamme che lo attendono all’Inferno, il peccatore rivolge la sua preghiera estrema per invocare pietà e perdono da Dio. I versi che riportiamo costituiscono la prima parte di una sequenza liturgica cantata durante la messa per i defunti. L’attribuzione a Tommaso da Celano è controversa, ma significativo e inquietante rimane ancora oggi il fascino di queste strofe di grande impatto musicale, in cui si rispecchia, con notevole carica emotiva, l’angoscia medievale dell’uomo dinanzi all’“ira” del tribunale divino.

METRO Strofe di 3 versi ottonari monorime (AAA, BBB, CCC ecc.).

Analisi
TRADUZIONE e note