D4 Quando siamo alla taverna

Carmina Burana

La vita degli studenti non è solo sacrificio e studio. C’è spazio anche per le distrazioni. Il luogo per i divertimenti più sfrenati è l’osteria, dove si esprime senza inibizioni il tratto più caratteristico delle comunità studentesche del tempo, la goliardia, l’insieme cioè delle consuetudini vivaci e chiassose dei giovani universitari (il termine ha un’origine incerta, ma molti studiosi lo associano a Golia, il gigante biblico che nel Medioevo simboleggia il diavolo). Ne troviamo traccia nei Carmina Burana (così chiamati dal convento di Bura Sancti Benedicti, ora Benediktebeuern, dove furono ritrovati), componimenti del XIII secolo per lo più in latino ma anche in francese e tedesco, scritti per essere musicati e cantati, in cui si celebrano i piaceri del vino e dei sensi. Quelle che seguono sono le prime e le ultime strofe di uno dei più noti tra questi canti medievali.

METRO Strofe di 8 versi ottonari a coppie di rime baciate.

Analisi
TRADUZIONE