Dante viene seppellito presso il convento di San Pier Maggiore a Ravenna, ma sei anni dopo un legato pontificio ordina che i suoi resti siano bruciati: un’ingiunzione che però non viene eseguita. Molto tempo dopo, papa Leone X vuole portare a Firenze le ceneri del poeta, ma al momento dell’apertura, il sepolcro risulta inspiegabilmente vuoto. Il mistero rimane irrisolto fino al 1865, quando, durante dei lavori di restauro, si trova una cassetta di legno contenente ossa umane e una lettera, datata 1677, a firma del priore del convento, il quale attesta che quelli erano i resti di Dante, nascosti dai frati per impedire che fossero traslati a Firenze. Vengono così nuovamente tumulati e nel 1921 si effettua la ricostruzione dello scheletro del poeta, che da allora riposa in pace nella tomba ravennate.

  • 1312-1313: De monarchia
  • 1316: Epistola a Cangrande della Scala
  • 1321: Fine stesura della Divina Commedia

i luoghi di Dante