Vita nuova

La cronistoria di un amore

Nella Vita nuova Dante rilegge a posteriori (dopo la morte di Beatrice, avvenuta nel 1290) la propria produzione poetica giovanile. Si tratta di un “racconto autobiografico”, della cronistoria di un amore. Siamo, tuttavia, nell’ottica di un racconto simbolico, ben lontano dai canzonieri degli altri Stilnovisti. La Vita nuova è, sul piano stilistico, ciò che potrebbe dirsi “lo Stilnovo della prosa” e, su quello del contenuto, un’immagine estremamente idealizzata della “vita stilnovistica”.
L’opera si propone di parlare, oltre che di una storia reale, anche di una verità intellettuale a cui l’autore approda: l’amore diventa non più soltanto esperienza privata, relativa all’intimità del poeta, bensì strumento di perfezionamento morale di sé e quasi di ascesi religiosa. Inoltre essa fonda il mito di Beatrice, correlato con quello di Amore, essendo l’amore inteso come slancio conoscitivo, partecipazione della persona all’armonia dell’essere: una dimensione, questa, che verrà poi compiutamente sviluppata nella Divina Commedia.

La Vita nuova è un racconto autobiografico simbolico, incentrato sulla visione dell’amore come strumento di perfezionamento.