4 Coraggio e amore: i valori della civiltà cortese Un epicentro culturale: la corte Sin dalla seconda metà dell’XI secolo, la debolezza dell’autorità politica determina una frammentazione del sistema e il conseguente sviluppo delle corti. Guidate da potenti signori feudali, queste ultime accolgono chierici e giullari, pagati per intrattenere un pubblico di aristocratici spettatori, che intendono incarnare nuovi modelli di costume e di educazione. Lontane dagli ambiti monastici e svincolate dalla tutela ecclesiastica, le (in special modo quelle provenzali e quelle francesi) diventano i principali , almeno fino alla metà del Duecento. L’ideologia promossa è quella , alimentata da una nuova classe militare, formatasi nell’ambito della società feudale. I cavalieri spesso provengono dalla nobiltà (come figli cadetti di aristocratici, dal momento che nel feudo la successione era riservata solo al primogenito), oppure dalla cerchia di funzionari e collaboratori al servizio del signore. Questo nuovo ceto diffonde all’interno della corte sentimenti e virtù che non hanno più nulla a che vedere con quelli esaltati dalla predicazione religiosa. Si tratta infatti di un catalogo di valori eroici, espressione dell’etica feudale: il , la , la , la , il . corti luoghi di elaborazione e trasmissione culturale cavalleresca coraggio forza lealtà nobiltà d’animo senso dell’onore Nelle feudali prende piede l’ ispirata ai valori laici del coraggio, della lealtà, dell’onore… corti ideologia cavalleresca Una cultura aristocratica A questi ideali va aggiunta però anche una componente spirituale, dal momento che tale concezione bellicosa della vita viene per così dire sacralizzata dallo scopo principale per il quale viene mobilitata, cioè la , minacciata dagli “infedeli”. Dalla volontà di rinsaldare l’identità religiosa del popolo e di celebrare le doti eroiche della classe dominante nascono in (utilizzata nella Francia settentrionale) le cosiddette “ ” (la più nota tra queste è la ), la prima forma di epica in lingua volgare che traduce, attraverso l’esaltazione delle imprese leggendarie dei paladini di Carlo Magno, le aspirazioni dell’aristocrazia feudale impegnata nelle crociate contro i musulmani. difesa della cristianità lingua d’ oïl canzoni di gesta Chanson de Roland Nel Nord della Francia nascono in volgare, nella lingua d’ , le “ ”. Le qualità del cavaliere sono , e per la donna. oïl canzoni di gesta generosità disinteresse amore idealizzato L’amore idealizzato Tuttavia la civiltà cortese non si esaurisce nella celebrazione delle virtù del cavaliere al servizio del signore e di Dio. Con il passare degli anni, nel diradarsi dell’atmosfera mistica e ascetica tipica della cultura altomedievale, l’aristocrazia feudale comincia a elaborare una visione della vita più laica e mondana. Allo stesso tempo, mentre si assiste alla crescita delle attività mercantili, le élite cavalleresche desiderano sottolineare la diversità civile e antropologica del nobile “cortese”, prodigo e liberale rispetto alla grettezza dell’uomo comune che, per quanto ricco, rimane pur sempre un “villano”, un “arricchito”, e non un vero nobile. Di qui la nascita di un modello di vita in cui rivestono un ruolo centrale la , la dei comportamenti, il e soprattutto l’ . Attenzione, però: l’amore non va inteso come un sentimento materiale né comune. Il cavaliere corteggia una figura femminile irraggiungibile (in molti casi è la moglie stessa del signore), omaggiata con la stessa devozione di cui sono fatti oggetto la divinità e il sovrano. Per la sua bellezza, l’innamorato è disposto a compiere ogni impresa, felice di relazionarsi a lei come un vassallo che presta il proprio “ ” pur di ricevere in cambio un beneficio, in questo caso uno sguardo, un saluto o addirittura (desiderio inconfessabile, ma presente) una piena corrispondenza amorosa. generosità finezza disinteresse per il denaro amore per la donna servizio d’amore Un cavaliere e la sua dama, in una miniatura da un manoscritto medievale.