C’è poi, accanto ai latinismi, un altro grande “serbatoio”: i gallicismi della tradizione letteraria. Le formazioni poetiche di origine provenzale-siciliana, che dopo gli esordi giovanili erano state espunte dalla poesia stilnovistica, ricompaiono in forze nell’onnivora Commedia, dove alcune voci più frequenti si scrollano l’originaria connotazione tecnico-lirica e grazie a Dante diventano parole di uso generale: per esempio gioia e noia (quest’ultimo vocabolo, come molesto, ha in Dante un significato più forte che nell’italiano moderno).