PERCORSO 3 – GLI STILI DELLE TRE CANTICHE Le scelte lessicali e retoriche di Dante differiscono molto tra una cantica e l’altra: dai toni dello stile basso caratteristico dell’ si passa alle tonalità elegiache dello stile medio del fino alla raffinatezza dello stile elevato del . Tuttavia questa distinzione va presa con le molle, visto che Dante intende superare la medievale, che distingueva per i testi letterari tre diversi livelli formali (sublime, medio e umile) a seconda della materia trattata. Abbracciando una idea radicale di commistione dei registri linguistici, egli non rinuncia, anche all’interno della stessa cantica, a realizzare un’amplissima e sperimentale escursione di stili: e così nell’ , possiamo trovare versi di grande delicatezza, che richiamano le suggestioni stilnovistiche (per esempio, il discorso di Francesca) e nel non mancano espressioni basse in contrasto con l’atmosfera generale. Del resto, alla base del realismo della sta proprio la capacità mimetica di Dante di riprodurre nel parlato dei personaggi la loro personalità: mimesi che si esplica soprattutto (ma non solo) nell’ . L’onnipotenza linguistica della fonda la tradizione letteraria italiana su basi incomparabilmente più ampie, forti e profonde di ogni altra tradizione letteraria nazionale europea. Il seguito della storia linguistico-letteraria italiana ridimensionerà poi moltissimo la portata di questo iniziale attraverso scelte (di contenuti e quindi di lessico) di volta in volta decisamente più selettive: non troveremo più un’altra altrettanto (sul piano degli argomenti e degli stili inglobati). Tuttavia il poema dantesco rimarrà quale possente, mirabile e inimitabile punto di partenza della nostra tradizione letteraria. Inferno Purgatorio Paradiso teoria degli stili Inferno Paradiso Commedia Inferno Commedia exploit opera onnicomprensiva Luca Signorelli, 1500-1503. Orvieto, Duomo, Cappella di San Brizio. Dante, Virgilio e Casella, I testi T26 ( , XXII, 133–151) Una zuffa tra due diavoli Inferno Un linguaggio plebeo per descrivere un litigio ignobile. T27 ( , II, 76–90; 106–117) L’incontro con Casella Purgatorio Uno stile delicato per rappresentare la dolcezza dell’amicizia. T28 ( , XXX, 38–69) La descrizione dell’Empireo Paradiso Lo splendore delle parole per descrivere la luce di Dio.