FUORI DAL TESTO Petrarca mette alla berlina le persone che si ritengono colte ma che, in barba alla loro scienza, rimangono incantate di fronte a cose futili: i cavalli, le quadrighe, le torri, le piazze e le mura delle città, gli abiti alla moda, le statue, la confusione della folla. Nella società odierna quali ti sembra siano principalmente – da parte dei tuoi coetanei, ma anche degli adulti – gli oggetti di un’analoga attrazione per realtà vacue e superficiali? Petrarca parla di (rr. 19-20) a proposito di coloro che non riescono a stare soli, ma vivono in una costante frenesia che impedisce loro di rimanersene tranquilli a casa. Ciò accade ancora oggi a molte persone, che hanno bisogno di trovarsi continuamente in mezzo agli altri. Che cosa ne pensi? Qual è la tua esperienza? Petrarca contrappone implicitamente il concetto di cultura a quello di saggezza. Qual è per te la differenza? Discutine con la classe. Quale valore attribuisci alla cultura? È una dimensione che ricerchi nelle amicizie di cui ti circondi? Oppure è un aspetto ininfluente nelle tue relazioni? Confronta la tua opinione con quella dei compagni e delle compagne. 1 ORIENTAMENTO – PENSIERO CRITICO | 2 CONSAPEVOLEZZA DI SÉ | una stoltezza verniciata di cultura 3 PENSIERO CRITICO | 4 RELAZIONI EFFICACI | Canzoniere L’opera di una vita Un’opera senza tempo che attraversa i secoli È grazie al se ancora oggi leggiamo Petrarca. Non potrebbe essere altrimenti, poiché si tratta di un’opera assai innovativa, che per secoli ha “dettato legge” alla lirica italiana sul piano lessicale e formale, un’opera nella quale la realtà concreta viene trascesa su un piano di stilizzazione simbolica e di . È una raccolta a cui Petrarca di fatto affida una funzione decisiva per la costruzione della sua immagine esemplare, nonostante la preferenza da lui accordata alla lingua latina: lo testimonia il fatto che praticamente per . I temi affrontati – la forza e il tormento dei sentimenti, ma anche la politica e la religione – e la sua capacità di esplorare la profondità dell’animo umano la rendono . Canzoniere perfezione formale vi lavora tutta la vita ancora oggi attuale La genesi del titolo Cominciamo la trattazione del proprio a partire dal titolo. In omaggio alla tradizione consolidata, anche noi lo chiameremo , sebbene questo termine compaia per la prima volta in un’edizione del 1516. Petrarca infatti titola la sua raccolta , cioè “Frammenti di componimenti in volgare”, ma anche “popolari”, “di poco conto”. L’autore li definisce , cioè “cosette di scarso valore”, motivo per cui alcuni editori moderni hanno titolato l’opera o semplicemente . Canzoniere Canzoniere Rerum vulgarium fragmenta nugae Rime sparse Rime Il titolo è stato dato dalla tradizione. Petrarca chiamava la sua raccolta, sminuendola, . Canzoniere Rerum vulgarium fragmenta Un’indicazione contraddittoria Contraddittoria appare dunque l’indicazione che Petrarca stesso ci fornisce: da un lato la scelta del volgare, che per un autore di grande cultura classica potrebbe sembrare quasi un impoverimento, insieme a un titolo che mostra di considerare quei componimenti come una produzione di poco rilievo; dall’altro lato, invece, il lavoro instancabile di decenni, testimoniato dalle numerose note a margine e frutto di ripensamenti, correzioni, modifiche, intorno all’opera che meglio esprime la complessità della sua , rivelando aporie e ambiguità, ma anche slanci, entusiasmi e passioni. dimensione morale ed esistenziale