I Canti carnascialeschi

Nella varietà di temi e di suggestioni che caratterizza il repertorio letterario di Lorenzo, i Canti carnascialeschi rappresentano l’espressione della sua vena popolareggiante e del suo spirito gioioso. Composti in occasione del carnevale, vengono cantati durante le sfilate dei carri da gruppi di maschere, raffiguranti per lo più divinità e personaggi mitologici. Sono poesie dal ritmo vivace, non liriche o soggettive, ma corali, espressione di un popolo festante. La volontà di dar voce a un sentimento diffuso si traduce spesso nel tripudio dei sensi e nell’invito al godimento dei piaceri terreni. Ma questa concezione edonistica è turbata dal pensiero malinconico per la bellezza e la giovinezza destinate a finire presto.

Nei Canti carnascialeschi Lorenzo esprime la sua vena popolareggiante e giocosa.

T1 Ardo d’amore, e conviemme cantare

Lorenzo de’ Medici, Nencia da Barberino, ott. 1-6; 10-11

T2 Canzona di Bacco

Lorenzo de’ Medici, Canti carnascialeschi, VII