La fusione del ciclo carolingio e di quello bretone
L’avvincente ma anche complesso sviluppo di storie, duelli, inganni e amori in realtà risponde all’intenzione dell’autore di raccontare con ironia e simpatia l’esuberanza giovanile dei suoi eroi, sempre così energici e pieni di vita. Per rendere tale vitalità, Boiardo non può accontentarsi di replicare il canovaccio, ormai usurato, delle imprese degli incorruttibili cavalieri medievali. Dunque egli fonde gli argomenti tipici del ciclo carolingio (la virtù individuale, il coraggio dei protagonisti, lo sfondo della guerra tra cristiani e musulmani) con quelli che rinviano al ciclo bretone (amore, magie e avventure). In tal modo, la facoltà di inventare nuove avventure e situazioni prima mai narrate si accresce infinitamente: Ariosto sfrutterà in modo magistrale questa possibilità.
Tutti gli ingredienti del ciclo carolingio e di quello bretone sono presenti nell’Orlando innamorato, ma i personaggi acquistano caratteri tipicamente rinascimentali e diventano artefici del proprio destino.