

2 La scienza della politica
La libertà da morale e religione
La teorizzazione politica di Machiavelli è sempre connessa a un risvolto pratico e immediato. Nel Principe e nei Discorsi, lo sguardo sull’azione politica non è mai condizionato da considerazioni morali o da pregiudizi metafisici: al contrario, la realtà è osservata e rappresentata solo nei suoi dati oggettivi e nei concreti rapporti di forza, senza che mai affiori la tentazione di spiegarla adducendo motivazioni etiche o religiose. I trattati medievali e umanistici proponevano ai regnanti un campionario di virtù a cui attenersi e di vizi da evitare: il pragmatismo disincantato di Machiavelli gli suggerisce invece di trasformare la politica in una vera e propria “scienza”, dotata di leggi proprie, forte di princìpi autonomi che trascendono ogni categoria di bene e di male.
Machiavelli non dà giudizi morali né analizza i fatti secondo princìpi religiosi; per lui la politica è una scienza con leggi proprie.