Secondo Antonio Gramsci (1891-1937), il principe descritto da Machiavelli non è altro che il portavoce di una volontà collettiva, capace di aggregare intorno a sé le forze indisciplinate delle masse cittadine. In questo senso, l’opera di Machiavelli sarebbe il «manifesto» indispensabile per il condottiero atteso da un intero popolo, schiacciato, quest’ultimo, dalla forza e dagli interessi di ristretti gruppi oligarchici.
