In questo passo siamo al centro della riflessione, tipicamente umanistico-rinascimentale, sul principio di imitazione. Ma l’oggetto dell’imitazione stavolta è inedito, anomalo. Infatti, sostiene Machiavelli, non desta meraviglia che essa riguardi campi come l’arte, la letteratura, il diritto, perfino la medicina. Non si capisce, allora, perché le imprese e le grandi intuizioni politiche del mondo antico siano (rr. 20-21) e perché (rr. 31-32): (r. 41) sarà lo scopo della sua opera. L’uomo che esercita una funzione pubblica deve avere ben chiaro che la Storia rappresenta una lezione valida per capire anche il presente: tramite essa è possibile, anzi doveroso, formulare una teoria razionale dell’agire politico, capace di penetrare le leggi universali a cui gli eventi obbediscono e suggerire quindi precise e sicure linee di comportamento. Certo, le condizioni reali e contingenti cambiano, ma questa ovvia obiezione permette a Machiavelli di ribadire in chiave polemica il proprio radicale naturalismo. L’uomo infatti rimane uguale a sé stesso, immutabile come lo sono i fenomeni naturali ( , rr. 39-41). Anche la politica deve essere imitata più presto ammirate che imitate non si truova principe né republica che agli esempli delli antiqui ricorra trarre li uomini di questo errore come se il cielo, il sole, li elementi, li uomini, fussino variati di moto, di ordine e di potenza, da quello che gli erono antiquamente Lo stile Il brano antologizzato è utile anche per cogliere alcune caratteristiche stilistiche, che nel abbiamo trovato alquanto diverse. Qui, infatti, notiamo come la struttura sintattica ricalchi il modello classico, strutturato secondo una serie di proposizioni subordinate e coordinate: un’iniziale concessiva ( …, r. 1), quindi una serie di incidentali esplicite e implicite ( …, r. 3; …, r. 4; …, r. 6 ecc.), inframmezzate dalla principale ( , rr. 5-6). Ben diverso è il piglio del , in cui ci eravamo abituati a fronteggiare, non senza esserne a volte spiazzati, le improvvise ed energiche impennate che movimentano il discorso, rendendolo vibrante. Nei , date la natura e la finalità dell’opera, siamo al cospetto invece di un andamento, per così dire, più compassato e raziocinante, anche se certo non privo di passione. Lo stile dei : le differenze con Discorsi Il Principe Principe Ancora che per essere spinto non essendo suta ho deliberato Principe Discorsi Verso le COMPETENZE COMPRENDERE E ANALIZZARE In che cosa consiste la novità annunciata da Machiavelli all’inizio del Proemio? A che cosa serve per Machiavelli la (r. 46)? Nel brano, l’autore fa un cenno – polemico – alla religione cristiana. Individualo e spiegalo. Uno dei tratti retorici tipici di Machiavelli è la dichiarazione di modestia: individuala e spiegane la funzione. 1 2 cognizione delle istorie 3 4 STILE | INTERPRETARE Quando Machiavelli parla di (rr. 42-43) a che cosa si riferisce? 5 malignità de’ tempi SCRIVERE PER… Il principio di imitazione era un valore fondamentale della civiltà classica e umanistica. Oggi la situazione è cambiata: vige soprattutto il “mito” dell’originalità e di chi imita si tende ad avere poca considerazione. Ritieni preferibile la concezione tipica dei tempi di Machiavelli o quella contemporanea? Sviluppa la tua riflessione in un testo argomentativo di circa 20 righe. 6 ARGOMENTARE | T11 Chi non vuole entrare nel male, viva da privato , I, 26 Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio