Dopo i sanguinosi eventi del sacco di Roma e dell’assedio di Firenze, l’imperatore Carlo V d’Asburgo fu formalmente incoronato a Bologna, seconda città dello Stato pontificio, scelta anche perché l’Urbe devastata dai lanzichenecchi sarebbe stata per Carlo un luogo pericoloso.
La corona ferrea
Nella città emiliana, papa Clemente VII lo incoronò re d’Italia, servendosi, con gesto altamente simbolico, della corona ferrea dei re longobardi, che dall’Alto Medioevo cingeva il capo de sovrani italiani. Secondo un’antica leggenda, il cerchio di metallo all’interno della corona, composta da sei piastre d’oro decorate da rosette a rilievo, castoni di gemme e smalti, sarebbe stato ricavato da uno dei chiodi della croce di Cristo e inserito nel diadema dell’imperatore Costantino. Eseguita probabilmente intorno al V secolo, e modificata nel IX, la corona, forse ostrogota, attestava l’origine divina del potere di chi governava l’Italia e l’ideale collegamento dei sovrani con il primo imperatore cristiano.
