Le Bucoliche sono una raccolta di dieci carmi in esametri composti dal poeta latino Virgilio tra il 43 e il 39 a.C. e ispirati agli idilli pastorali del poeta greco Teocrito (IV-III secolo a.C.). Il titolo dell’opera richiama direttamente l’ambientazione pastorale, mentre il termine “egloghe”, con cui vengono spesso designati questi componimenti, in greco significa letteralmente “poesie scelte”.
Gare di canto in un locus amoenus
I protagonisti dell’opera virgiliana vivono immersi in una natura incontaminata, descritta o, meglio, evocata secondo gli schemi del cosiddetto locus amoenus: sono umili pastori che, mentre si occupano delle loro greggi, si dedicano al canto accompagnandosi con il suono del flauto. A volte dialogano sulle gioie e sui dolori della vita quotidiana, soprattutto della loro vita sentimentale, a volte improvvisano tra loro vere e proprie gare di canto.